feb 28

Buongiorno a tutti !

oggi parleremo, come ogni lunedi’, delle tradizioni popolari della Riviera del Brenta. La leggenda scelta mi e’ scaturita da ricerche che ho effettuato in concomitanza con la nascita in Inghilterra dei primi salotti d’ élite Chesterfield…..che successivamente (primi 800)  appariranno anche nelle ville della nostra Riviera….

Il mugnaio dei molini di Dolo era davvero un brav’uomo e  quelli che lo conoscevano e lo stimavano gli volevano bene.

Nel paese viveva anche una giovane vedova che non riusciva a sfamare i due figli. Una sera la vedova  disperata si recò al molino, bussò alla porta e quando il mugnaio le aprì lo implorò:

“Per favore dammi un po’  un po’ di grano; i miei figli stanno morendo di fame”. . . .

“Mi di piace – rispose il mugnaio – ma questo grano non è mio; io non posso rubarlo ai clienti.

Però – aggiunse impietosito – posso aiutarti ugualmente. Ogni sera, finito il lavoro, c’è sempre del grano per terra che nessuno raccoglie. Se verrai dopo la chiusura, troverai una scopa nascosta il portone d’ingresso e con quella raccoglierai il grano per terra che sarà tuo. La vedova lo ringraziò e così fece, venendo ogni sera ai molini dopo il tramonto.

molino di dolo

Una mattina arrivò ai molini Paron Biasio con due carri stracarichi del grano delle sue terre. Avaro ed ed egoista com’era non si fidava del mugnaio, né dei suoi contadini e veniva di persona tutti gli anni a portare i suoi sacchi e a controllare che nessuno lo imbrogliasse.

Per tutto il giorno le macine del molino lavorarono senza sosta per Paron Biasio; alla sera un bel  po’ di grano era rimasto  per terra e poiché si era fatto più tardi del solito la povera vedova era già in attesa fuori della porta. Se ne stava in disparte, seminascosta nell’ombra sotto il tabernacolo del Cristo che, da secoli, guardava uscire le acque del Brenta sotto il ponte dei molini. Mentre aspettava, la vedova notò che c’erano pochi fiori sul tabernacolo e pensò che fosse un buon segno e che i contadini, non temendo carestia, non avrebbero badato ai chicchi di grano caduti per terra.

Ma questo non valeva per Paron Biasio che per nessuna ragione al mondo avrebbe regalato nulla a nessuno. E, infatti, quella sera, finito il lavoro e notata la scopa dietro la porta, raccolse meticolosamente il grano caduto a terra.

Come lo vide il mugnaio gli sussurrò all’orecchio:

“Paron Biasio, mi perdoni, ma quella scopa è della vedova di Dolo che viene qui ogni sera e con il grano abbandonato sfama i suoi figli”.

“Perché deve raccoglierei il mio grano? Non gliel’ho ammazzato io il marito”, rispose Paron Biasio spazzando con maggiore foga di prima. Il mugnaio non ebbe nemmeno il tempo di replicare che sentì un botto: la scopa si era spezzata in due e Paron Biasio si ritrovò con metà manico in una mano e il troncone di saggina nell’altra. Chiunque si sarebbe fermato, ma Paron Biasio, testardo com’era, gettò il manico e riprese a scopare con quel che rimaneva. Un secondo botto ridusse ulteriormente in due la scopa senza far desistere il riccone da raccattare ogni chicco disperso con la schiena sempre più piegata. Seguì un terzo fortissimo botto che fece accorrere al molino tutto il paese.

I curiosi trovarono Paron Biasio con la schiena piegata in due che continuava a spazzare il pavimento con un moncherino di scopa in mano, borbottando:

“Non gliel’ho ammazzato io il marito”.

Quando ebbe raccolto anche l’ultimo chicco l’avaro si rese conto che non riusciva a drizzare la schiena. Provò a tirarsi su sorreggendosi allo stipite della porta, ma fu tutto inutile. Cercarono di aiutarlo anche tre uomini molto robusti, senza alcun esito: Paron Biasio era rimasto piegato in due con la testa vicina alle ginocchia e le mani ai piedi.

Ci fu chi parlò di “colpo della strega” e i medici diagnosticarono una lombosciatalgia acuta.

Ma dopo un paio d’anni la situazione era rimasta immutata. Il parroco di Dolo, Don Alfredo, quando andava a trovarlo gli urlava negli orecchi:

“Pentiti Paron Biasio, pentiti del tuo peccato”.

Ma egli ribatteva:

“Di che cosa mi devo pentire? Ho forse rubato qualcosa a qualcuno?”

Anche Don Alfredo non sapeva che dire!

Vent’anni dopo Pron Biasio si ammalò gravemente e al suo capezzale andò Don Alfredo che lo invitò a pentirsi del vecchio peccato, almeno in punto di morte.

Con un filo di voce Paron Biasio chiese al prete di avvicinarsi e questi pensò fosse arrivato il momento auspicato.

“Tanti anni fa – sussurrò il morente – andai al molino di Dolo a portare il grano …”

“Bravo, continua”, gli disse Don Alfredo trionfante.

“Ogni sera veniva al molino una vedova che raccoglieva tutto il grano rimasto a terra…”

“Che Dio ti benedica. Continua”.

“Anche la sera prima che arrivassi era venuta a raccogliere il grano, perché la mattina seguente non trovai per terra nemmeno un chicco…”.

“E allora?”chiese Don Alfredo.

“Allora – rantolò con l’ultima voce che gli era rimasta Paron Biasio – i chicchi che raccolsi la sera erano tutti miei! Dal primo all’ultimo! Tutti miei, dal primo all’ultimo!”.

Nessuna lacrima fu versata sulla bara triangolare di Paron Biasio.

Da allora in poi, ogni sera sul pavimento di trachite dei molini di Dolo si poteva trovare sempre del grano. Alcuni dicono che i contadini, forse ricordandosi di quel che era successo a Paron Biasio, si lasciavano sfuggire di mano intere manciate di grano.

Altri riferiscono di aver visto con I propri occhi I chicchi schizzare fuori da soli dai sacchi

saltar su dai buratti e dai setacci; rimbalzar come grilli su cinghie e ingranaggi per poi

depositarsi docilmente sul pavimento. Comunque siano andate le cose resta il fatto che da allora in poi il grano a Dolo non mancò più a nessuno e sul pavimento c’era quanto bastava per sfamare i poveri del paese. .. ,

Sembra siano stati proprio quest’ultimi, in ringraziamento del miracolo accaduto, a costruire un rudimentale tabernacolo e a sistemarlo sulla porta di ingresso del molino assieme al famoso moncherino di scopa sul quale si era accanito Paron Biasio, da quel giorno meglio conosciuto come il “Gobbo dei molini”.

Novella di Giovanni Untengergher

feb 24

Mobili Rossato azienda storica collocata tra le prestigiose città di Padova e Venice, aiuta periodicamente i suoi visitatori a trovare il negozio.

Sembra banale ma a volte, purtroppo, le indicazioni stradali non sono sufficienti….

Ricordiamo che domenica 27 Febbraio 2011 saremo aperti al pubblico con un’apertura straordinaria dalle 15.30 alle 19.30 previo appuntamento telefonico al numero 041 469 422

Mobili Rossato dal 1936 , propone e progetta da oltre 70 anni arredamenti e interni per la casa e l’ ufficio, prestando molta attenzione al servizio ! Per noi il servizio e il cliente sono la priorità del nostro lavoro.

I punti dove noi puntiamo sono :

-  Accoglienza nel rispetto del visitatore.

- Professionalità nella vendita e nella progettazione

- Personale giovane e preparato disponibile.

- Montaggio realizzato da nostro personale dipendente e non da installatori esterni.

- Nel dopo montaggio i nostri montatori realizzano la pulizia completa del locale dove viene collocato il mobile.

- La logistica di trasporto a domicilio viene svolta con nostri automezzi.

- Disponibilità ampia dello showroom per la scelta del tuo mobile. La superficie copre i 1000 mq.

automezzi rossato

Il negozio storico di Pianiga , come detto prima e’ collocato esattamente a 15 minuti dal centro di Padova e circa 30 minuti da Mestre e Venezia città. Facilmente raggiungibile anche dalle città di provincia come Pianiga , Mirano, Dolo, Martellago, Maerne, Ponte di Brenta , Vigonza.

Per facilitare il nostro posizionamento ti consigliamo di seguire il seguente link fornito da google map : COME ARRIVARE DA MOBILI ROSSATO

Mobili Rossato si trova a Pianiga in via Roma, 59 vicino alla chiesa storica di paese. Se trovi difficoltà nel raggiungerci chiama il numero 041 469 422 per ogni tipo di informazione !

Ti invitiamo a visitare il sito web seguendo il seguente link: Mobilificio Rossato dal 1936

Ti aspettiamo numerosi domenica 27 Febbraio con un’ apertura speciale dalle 15.30 alle 19.30 previo appuntamento al numero 041 469 422

arrivederci a presto……

La Famiglia e Lo staff Rossato Mobili !

feb 21

bis divano e scala

Quello che colpisce a prima vista è la scala.

Sembra salire verso il nulla, sospesa sopra il divano nero. Scultorea ed eterea allo stesso tempo, non solo collega i due piani della casa ma attira l’attenzione, decora e affascina. E poi c’è la finestra, una vetrata che occupa tutta la parete aprendosi verso il fiume Miyagawa (Giappone), che scorre fuori.

Se c’è una cosa da ammirare nell’architettura giapponese è la capacità di creare spazi che sembrano galleggiare in una dimensione a sé, separata dalla vita di tutti i giorni eppure fortemente legati alla natura verso cui tendono.

C’è sempre una volontà di collegare gli interni al paesaggio, incorniciando uno scorcio o anche solo incasellando un albero in un giardino d’inverno, per non perdere lo spettacolo del passaggio delle stagioni.

Non fa eccezione questo progetto: una casa monofamiliare realizzata a Ise, in Giappone, dallo studio di architettura Takashi Yamaguchi & Associates.

Il progetto dello studio Takashi Yamaguchi & Associates.

L’edificio si compone di due volumi disposti parallelamente e separati da uno spazio vuoto verticale che va dalla terrazza sul tetto alla corte interna. Al pian terreno della parte est dell’abitazione si trovano il living, la sala pranzo e la cucina mentre al piano superiore trovano posto le camere da letto caratterizzate dal soffitto inclinato. Nell’altro volume, quello disposto a ovest, si trovano il garage e lo studio.

La luce, come di consueto, è un elemento fondamentale del progetto. La disposizione della stanze parte da un’attenta considerazione delle fonti di luminosità. Un’atmosfera soft, pacata avvolge l’abitazione e il risultato è che tutto sembra immerso nel silenzio. Come un’oasi di relax, nella quale rifugiarsi.

Non è forse questo ciò che chiamiamo casa?

Tutte le Foto © Takashi Yamaguchi & Associates.

Per ulteriori informazioni sul Feng shui contattate il negozio di arredamenti Mobili Rossato dal 1936, sensibile alle tecniche del vivere bene….

Nel negozio pratichiamo l’arte del Feng shui su richiesta e su programmazione con  il cliente. Per informazioni dettagliate chiamate il servizio clienti al numero 041 469 422 .

Ricordiamo che lo storico showroom di Pianiga in provincia di Venezia sarà aperto domenica 27 Febbraio dalle 15.30 alle 19.30 previo appuntamento.  Ti aspettiamo !!!!!


feb 17

“Ciascuno ha bisogno del suo posto quale casa per l’anima, e non quale scatola per il corpo”.

Oliver Marc, architetto francese che da tempo si occupa anche di psicoanalisi, sostiene che l’architettura era forse la prima delle espressioni artistiche dell’uomo e la casa era la più perfetta espressione del sé ”, e che “costruire la propria casa significa creare un luogo di pace, di calma e di sicurezza,(…) dove ci si può ritirare dal mondo e sentire battere il proprio cuore; significa creare un luogo dove non si rischia l’aggressione, un luogo di cui ci sia l’anima. Oltrepassata la porta, assicuratisi che sia ben chiusa, è dentro di sé che si entra”.

 L’abitare non è dunque una semplice funzione fisiologica da soddisfare, ma richiama le sfere più profonde del nostro essere – nel mondo, non solo come corpo che ho (Korper, o corpo fisico) ma come corpo che sono (Leib, o energia).

Questo “spirito” ci ricollega all’unità con il Tutto: le cose hanno la vita di coloro che le hanno fatte nascere, ma l’anima delle cose attinge a un patrimonio comune che risale alle origini dell’universo, dell’umanità e delle nostre rispettive civiltà.”

“L’anima di un luogo è l’intangibile sensazione che questo comunica (…) Ogni luogo dovrebbe avere uno spirito.”

La casa è dunque l’immagine del sé, e infatti la psicanalisi riconosce nei sogni sulla casa molteplici e profondi significati. Essa riproduce la più completa e antica manifestazione dell’anima, e in quanto tale dovrebbe soddisfare una necessità di espressione e anche proteggere la fragilità dell’essere nel suo sviluppo.

L’atmosfera, l’essenza di un’abitazione, non possono  divenire percettibili se non su un piano spirituale ed intuitivo.

 Se si tratta di un rustico o appartamento da restaurare in cui gli inquilini non hanno mai vissuto la prima cosa da fare è chiedere la storia di quel rustico, chi ci ha abitato e come, vedere anche il tipo di esperienze vissute e, se possibile,  in quali stanze.

Per sentire questo ci vuole una continua ricerca personale di autoanalisi e di ascolto.

Se abbiamo a che fare con un appartamento già arredato in cui si chiede l’analisi e un possibile rimodernamento arredativo, in questo caso bisogna rimanere molto consapevoli di tutti i messaggi che arrivano da chi lo vuole abitare: i veri e falsi bisogni, le possibilità contingenti ed effettive, per correggere e migliorare il processo di vita dell’inquilino.

La mappatura energetica degli spazi va sovrapposta con tutte le attenzioni suggerite dal Feng Shui e si verifica quale degli aspetti rende il progetto il più possibile rispettoso degli inquilini e del dinamismo energetico interno ai locali. La casa può trasformarsi in una sorta di “ambiente terapeutico”, a patto che sia costruita e organizzata il più possibile in armonia con l’universo e con il proprio corpo.

La Bio-Architettura si occupa dei materiali da costruzione più sani, dell’aspetto energetico della costruzione.

Il Feng Shui si concentra invece sull’anima dell’abitazione, sulle influenze dell’ambiente, dei colori e dell’arredo, sulla psiche dell’uomo, suggerendo soluzioni pratiche per aumentare l’armonia di chi vi risiede.

Quando le due discipline si integrano si raggiunge un approccio più olistico nel costruire e nell’abitare.

…continua a seguirci in questo percorso lungo e curioso…ti aspettiamo alla prossima rubrica.

Per ogni altra curiosità o informazione ci puoi trovare presso lo Showroom del Mobilificio Rossato a Pianiga, in Via Roma, 59 (VE).

o contattarci al numero 041 469 422

ricordando che domenica 20 febbraio saremo aperti al pubblico dalle 15.30 alle 19.30 previo appuntamento.

feb 16

Mobili Rossato, azienda storica veneziana, vuole continuare a portare avanti 70 anni di storia nel migliore modo possibile !

Come ? semplicemente con l’ innovazione !

Vogliamo creare un contesto innovativo di azienda, dallo spirito positivo, innovativo e creativo…. vogliamo concretizzare le idee in fatti …vogliamo stupire ….ci rendiamo conto che sarà difficile …ma ce la metteremo tutta….

la passione per il legno

Tutto lo staff di Mobili Rossato, Lisa, Chiara, Gabriele, Francesco, Davide e Andrea Rossato sono a tua disposizione in qualsiasi momento della giornata anche la domenica…..Il servizio per noi e’ sacro….siamo a completa disposizione della clientela….

Ricordiamo gia che ci siamo che domenica 20 Febbario 2010 saremo aperti al pubblico dalle 15.30 alle 19.30 previo appuntamento.

Tutto lo staff citato precedentemente sarà a tua disposizione per consigliarti l’arredamento piu’ fashion e opportuno per il tuo ambiente…..

Ricordando che Mobili Rossato non e’ solo qualità e servizio ma anche esperienza nel settore, prerogativa assoluta importanza per chi vuole affidarsi ad un arredo.

 Si pensi che i Fratelli Bruno ed Emilio Rossato fondarono l’azienda nel lontano 1936….tanti anni sono passati …ma la passione e’ stata tramandata di generazione in genarazione…..una vera soddisfazione…..per noi e per i clienti che ci hanno seguiti….

Vogliamo realizzare il tuo sogno….con i fatti…. fidati ce la mettermo tutta….per ulteriori informazioni contattaci al numero 041 469 422 .

Visita il nostro sito web su www.mobilificiorossato.com …….ricco di tanti prodotti….

Seguici al prossimo post ….sarà dedicato ad un evento misterioso…….

Consiglia la lettura del blog ai tuoi amici………:) Grazie ……

La Famiglia Rossato…..

feb 15

Buona serata a tutti i visitatori del blog !

Ringrazio tutti coloro che ci seguono da tempo…..il blog pian piano comincia a crescere soprattutto come visite e questo fatto ci rende orgogliosi di tutto il lavoro svolto…

La filosofia dell’azienda Rossato é comunicare cio’ che avviene quotidianamente : promozioni, news, nuovi allestimenti eventi ecc….

Vogliamo coinvolgerti nelle nostre scelte !!!!!

Passiamo a noi ; Mobili Rossato dal 1936 propone Mobili e arredamenti per la casa e l’ ufficio di medio alta qualità a prezzi ragionevoli e di mercato. Nell’ampia esposizione storica di Pianiga in via Roma, 59 proponiamo tutto l’arredamento della vostra casa : cucine moderne, cucine classiche, mobili soggiorno, tavoli design, divani artigianali Berto Salotti ( dove abbiamo l’esclusiva nel veneto) , arredo bagno, camerette per tuo figlio…ecc ecc…

Tutto lo staff : Chiara, Lisa, Olga, Simone, Francesco e Andrea Rossato saranno lieti di offrirti il miglior servizio; un ampia squadra di giovani specializzati in progettazione e consulenza di interni ( tutto gratuitamente) , il tutto unito con l’enorme esperienza del punto vendita.

Mobili Rossato dal 1936 ti aspetta Domenica 20 Febbraio 2011 per l’apertura straordinaria dalle 15.30 alle 19.30

Un arrivederci al prossimo post che avrà un velo di mistero…..

Lo staff Rossato Mobili……

feb 12
Inizia una nuova era per il Blog Rossato con nuove rubriche  che si occuperanno di case, arredamento, storie del mistero, psicologia dell’arredamento e dell’architettura, simbolismo e tradizioni cultural-culinarie del Veneto e dintorni.
Usciremo principalmente con tre rubriche la settimana: il lunedì, il mercoledì e il venerdì.
Il Lunedi’ ci diletteremo in un “ITINERARIO NEL MISTERO” attraverso storie, novelle, curiosità, leggende dei luoghi d’Italia e del Veneto.
Il mercoledi’ per gli amanti della psicologia avremo la rubrica “I LUOGHI DELL’ANIMA”, curata da una dott.ssa in Psicologia,  che si occupa eslusivamente del simbolismo  sotteso dell’architettura e di come scegliere l’arredamento adeguato per la propria casa…perchè ogni casa è unica ed irripetibile, proprio così come chi la abita.
Il venerdi’ sarà “RossoAntico” un angolo colorato di storia e tradizioni eno-gastronomiche del nostro Veneto, regione antica e ricchissima di risorse.
Continueremo sempre e comunque ad aggiornarvi sulle promozioni del Mobilificio Rossato ricordandovi che siamo sempre aperti anche di domenica pomeriggio dalle 15.30 alle 19.30.
Iniziamo oggi  con una leggenda tipica della zona della Riviera del Brenta….”il Fantasma della dama Bianca venexiana”.
LA VERA ORIGINE DEL NOME “MALCONTENTA”: IL FANTASMA DELLA DAMA BIANCA VENEXIANA
VILLA  FOSCARI
VENETO – MALCONTENTA di MIRA (VENEZIA)-
Villa Foscari è una stupenda dimora che venne utilizzata dai patrizi veneziani per le loro villeggiature estive. Conosciuta come “La Malcontenta”, si tratta di una villa costruita dal Palladio nel 1558 e posta su un’ansa del fiume Brenta (Ovvero Naviglio, la più importante via di comunicazione acquea tra Venezia e Padova), canale che impone alle imbarcazioni di girarci attorno e permette di coglierne appieno volume e forme dell’edificio.
La villa fu edificata per Nicolò e Luigi Foscari e spicca in un territorio con pochissime case al confine con lo spazio vuoto della laguna.
Sulla posizione frontale si possono apprezzare le forme di un tempio antico che si riflette nelle acque del Naviglio.
La leggenda della “Malcontenta” sembra risalire al 1800; in quell’epoca la villa versava in completo abbandono dopo che i Foscari se ne erano andati con la caduta della Repubblica di Venezia ed i grandi salici piangenti bagnavano le loro chiome nelle acque adiacenti. La cultura romantica del tempo elaborò la leggenda di una donna infelice che qui era stata rinchiusa: la bella Elisabetta Foscari Dolfin, vedova di un Pisani, convenuta a nozze nel 1555 con Nicolò Foscari, che per la sua indole libertina e l’infedeltà al marito aveva destato tanto scalpore nella Venezia del Settecento tanto da essere rinchiusa nella villa. In una delle stanze esiste un affresco che ritrae la bella “Malcontenta” vestita di un lungo abito. Per alcuni si tratterebbe di  un abito bianco, per altri di un lungo abito nero che lascia le spalle scoperte. Comunque per tutti si parla di una bellissima donna dai capelli rossi.
Sembra che lo spettro della più famosa dama bianca d’Italia sia stato visto numerose volte passeggiare nel giardino retrostante la villa ed anche nelle stanze all’interno dove uno splendido salone a crociera tutto affrescato immette in un sistema di sei vani collegati tra loro.
Le indicazioni dell’estimo del 1418 e 1537 secondo i quali in quel periodo i Foscari non avevano alcuna proprietà in quei luoghi sembra che confermino la legenda come una bella invenzione. Infatti qualcuno fa risalire il nome Malcontenta al fatto che le acque del fiume Brenta giungevano in quel luogo “con massa imponente e disordinata e non potevano essere contenute o malamente contenute”, con derivazione dal latino “male contempta”. Si allude anche ad un documento del 1444 in cui si riporta che il Senato veneziano era impensierito per le acque del Brenta che giungevano a Fusina. Nel 1368 il fiume venne deviato, ma continuò a rompere e nel 1444 fu scavata una fossa, che doveva fungere da alleggerimento, nella zona in cui iniziava il disordine ovvero dove l’acqua era “male contempta”.
La villa comunque non sorse isolata come appare ora, ma era dotata di edifici rustici che formavano una vera e propria piazza, come si evince da una bella incisione del Costa.
Nel 1834 fu sede di acquartieramento di truppe austriache; in seguito vennero demoliti gli edifici collegati; infine la famiglia brasiliana dei Landsberg la salvò dal degrado e ne restaurò gli affreschi; ultimamente è tornata ad essere proprietà della famiglia Foscari.
Continua a seguirci nel nostro itinerario del mistero…alla prossima uscita!
Inizia una nuova era per il Blog Rossato con nuove rubriche  che si occuperanno di case, arredamento, storie del mistero, psicologia dell’arredamento e dell’architettura, simbolismo e tradizioni cultural-culinarie del Veneto e dintorni.
Usciremo principalmente con tre rubriche la settimana: il lunedì, il mercoledì e il venerdì.
Il Lunedi’ ci diletteremo in un “ITINERARIO NEL MISTERO” attraverso storie, novelle, curiosità, leggende dei luoghi d’Italia e del Veneto.
Il mercoledi’ per gli amanti della psicologia avremo la rubrica “I LUOGHI DELL’ANIMA”, curata da una dott.ssa in Psicologia,  che si occupa eslusivamente del simbolismo  sotteso dell’architettura e di come scegliere l‘arredamento adeguato per la propria casa…perchè ogni casa è unica ed irripetibile, proprio così come chi la abita.
Il venerdi’ sarà “RossoAntico” un angolo colorato di storia e tradizioni eno-gastronomiche del nostro Veneto, regione antica e ricchissima di risorse.
Continueremo sempre e comunque ad aggiornarvi sulle promozioni del Mobilificio Rossato ricordandovi che siamo sempre aperti anche di domenica pomeriggio dalle 15.30 alle 19.30.
Iniziamo oggi  con una leggenda tipica della zona della Riviera del Brenta….“il Fantasma della dama Bianca venexiana“.
LA VERA ORIGINE DEL NOME “MALCONTENTA”: IL FANTASMA DELLA DAMA BIANCA VENEXIANA
villa foscari
VILLA  FOSCARI
VENETO – MALCONTENTA di MIRA (VENEZIA)-
Villa Foscari è una stupenda dimora che venne utilizzata dai patrizi veneziani per le loro villeggiature estive. Conosciuta come “La Malcontenta”, si tratta di una villa costruita dal Palladio nel 1558 e posta su un’ansa del fiume Brenta (Ovvero Naviglio, la più importante via di comunicazione acquea tra Venezia e Padova), canale che impone alle imbarcazioni di girarci attorno e permette di coglierne appieno volume e forme dell’edificio.
La villa fu edificata per Nicolò e Luigi Foscari e spicca in un territorio con pochissime case al confine con lo spazio vuoto della laguna.
Sulla posizione frontale si possono apprezzare le forme di un tempio antico che si riflette nelle acque del Naviglio.
La leggenda della “Malcontenta” sembra risalire al 1800; in quell’epoca la villa versava in completo abbandono dopo che i Foscari se ne erano andati con la caduta della Repubblica di Venezia ed i grandi salici piangenti bagnavano le loro chiome nelle acque adiacenti. La cultura romantica del tempo elaborò la leggenda di una donna infelice che qui era stata rinchiusa: la bella Elisabetta Foscari Dolfin, vedova di un Pisani, convenuta a nozze nel 1555 con Nicolò Foscari, che per la sua indole libertina e l’infedeltà al marito aveva destato tanto scalpore nella Venezia del Settecento tanto da essere rinchiusa nella villa. In una delle stanze esiste un affresco che ritrae la bella “Malcontenta” vestita di un lungo abito. Per alcuni si tratterebbe di  un abito bianco, per altri di un lungo abito nero che lascia le spalle scoperte. Comunque per tutti si parla di una bellissima donna dai capelli rossi.
Sembra che lo spettro della più famosa dama bianca d’Italia sia stato visto numerose volte passeggiare nel giardino retrostante la villa ed anche nelle stanze all’interno dove uno splendido salone a crociera tutto affrescato immette in un sistema di sei vani collegati tra loro.
Le indicazioni dell’estimo del 1418 e 1537 secondo i quali in quel periodo i Foscari non avevano alcuna proprietà in quei luoghi sembra che confermino la legenda come una bella invenzione. Infatti qualcuno fa risalire il nome Malcontenta al fatto che le acque del fiume Brenta giungevano in quel luogo “con massa imponente e disordinata e non potevano essere contenute o malamente contenute”, con derivazione dal latino “male contempta”. Si allude anche ad un documento del 1444 in cui si riporta che il Senato veneziano era impensierito per le acque del Brenta che giungevano a Fusina. Nel 1368 il fiume venne deviato, ma continuò a rompere e nel 1444 fu scavata una fossa, che doveva fungere da alleggerimento, nella zona in cui iniziava il disordine ovvero dove l’acqua era “male contempta”.
La villa comunque non sorse isolata come appare ora, ma era dotata di edifici rustici che formavano una vera e propria piazza, come si evince da una bella incisione del Costa.
Nel 1834 fu sede di acquartieramento di truppe austriache; in seguito vennero demoliti gli edifici collegati; infine la famiglia brasiliana dei Landsberg la salvò dal degrado e ne restaurò gli affreschi; ultimamente è tornata ad essere proprietà della famiglia Foscari.
Continua a seguirci nel nostro itinerario del mistero…alla prossima uscita!
Vi invitiamo a seguire il nostro sito su www.mobilificiorossato.com
Mobili Rossato dal 1936
Consulenza e Progettazione- Vendita
Via roma, 59
30030 Pianiga VE
Tel. 041 469 422
Web: www.mobilificiorossato.com
Responsabile Marketing e comunicazione : Andrea Rossato


feb 8

Buona sera a tutti i visitatori del blog Mobili Rossato  !

Oggi comunichiamo che e’ partita ufficialmente la grande promozione Bonaldo Design ! Chi viene a visitare il nostro showroom potrà acquistare il design Bonaldo a prezzi piu’ bassi….si parla del 30 %….questo solo nel nostro punto Vendita….

Nell’ esposizione storica di Pianiga in via Roma, 59 vicino ai centri di Padova, Venezia e Mestre, potete trovare vari modelli di sedie design, tavoli design, letti imbottiti e non, a prezzi veramente convenienti….

Un esempio di tavolo in promozione il bellissimo tavolo Fli : tavolo allungabile dalle dimensioni contenute e dal design minimale. Fli é dotato di due prolunghe manuali. Fli é dotato di due prolunghe manuali indipendenze che permettono di aumentare il piano a seconda delle esigenze, mantenendo un ‘ottima stabilità e solidità. Struttura in acciaio con gambe verniciate o cromate, e piano in cristallo o Doluflex laminato. Disponibile in varie finiture , colori e misure.

Nella Foto anche le bellissime sedie Viento , impilabile dalle linee morbide moderne, realizzata in polipropilene stampato con iniezione termoplastica e svuotato con il gas. E’ stabile confortevole e resistente agli agenti atmosferici. Disponibile in varie finiture e colori.

design bonaldo tavoli e sedie

Ti aspettiamo da Mobili Rossato in Via Roma, 59 a Pianiga VE.  Lisa, Chiara, Simone, Francesco e Andrea saranno lieti di offrirti il miglior servizio ! Per informazioni chiama il numero 041 469 422 dedicato al servizio clienti….

Affrettatevi la promozione sarà attiva per tutto il mese di Febbraio 2011 ……

Mobili Rossato dal 1936 propone tutto l’arredo per la tua casa , puntando molto sul servizio al cliente, con progettazione ad hoc realizzata da personale preparato e logicamente proponendo prodotti a prezzi ragionevoli.

Vi ricordiamo che Domenica 13 Febbraio 2011 siamo aperti al pubblico dalle 15.30 alle 19.30 previo appuntamento telefonico al numero 041 469 422

feb 2

Buona sera a tutti….

Dopo un bellissimo mese di Gennaio, il mercato del mobile sta riprendendo come ogni anno nel mese di febbraio !

Mobili Rossato azienda storica veneziana, vuole comunicarti che nello showroom di Pianiga in via roma, 59 puoi trovare le migliori marche e una consulenza professionale in base alle tue esigenze specifiche !

arredamento e mobile soggiorno sospeso

Nel mese di Febbraio 2011 continueranno le aperture speciali alla domenica pomeriggio dalle 15.30 alle 19.30 previo appuntamento !

Quindi Domenica 6 Febbraio 2011 saremo aperti al pubblico dalle 15.30 alle 19.30 .

I nostri progettisti saranno lieti di offrirti il miglior servizio e una progettazione accurata in base ai vostri spazi e esigenze.

Vogliamo comunicare ai nostri visitatori che proponiamo mobili e arredamenti di qulità a prezzi ragionevoli e lavoriamo per soddisfare il cliente soprattutto nell’assistenza pre e post vendita; per noi e’ un punto fondamentale !

Ti aspettiamo a Pianiga in provincia di Venezia a pochi km da Padova e Venezia !

Per contattarci chiamateci allo 041 469 422 numero dedicato al servizio clienti.

Seguiteci nel nostro blog ci saranno molte novità ….in attesa del nuovo restyling del sito www.mobilificiorossato.com